Sono oltre tre milioni gli italiani che si prendono cura di un parente “tra diritti negati e il silenzio dello stato” e aspettano venga riconosciuto il loro ruolo. Ecco cosa prevede il ddl in discussione tra aiuti economici e psicologici

Roma. Oggi scendono in piazza. Per loro stessi, per i figli non autosufficienti, per i genitori malati o anziani a cui dedicano tempo energie curandoli nelle  case in cui hanno vissuto, riempendo con il loro sacrificio e affetto quotidiano i vuoti lasciati dallo stato sociale.
 In Italia sono più di tre milioni le persone che ogni giorno oltre al lavoro, allo studio, si prendono cura di un familiare disabile o non autosufficiente, giovane o ad anziano non cambia l’impegno, lo sforzo economico, di tempo e l’attenzione. A farlo sono soprattutto donne tra i 45 e i 55 ani ma sono anche tanti i teenager che si ritrovano nel difficile ruolo, tanto da chiedere modifiche ai piani di studio per poter conciliare le loro vite.

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