Fragilità demografica, importanza delle reti di prossimità, governo delle tematiche connesse all’invecchiamento attivo, importanza del territorio e delle sue potenzialità, responsabilità della comunità.
Sono questi i temi chiave che hanno caratterizzato il seminario “Ricerca Sociale e Welfare di Comunità” che si è svolto venerdì 13 dicembre presso il Teatro Murgia di Guspini. L’evento, che ha reso possibile la presentazione dei progetti Elisir e Officina giovani, realizzati dal Consorzio Territoriale Network Etico attraverso la cooperativa consorziata Alfa Beta nei Comuni del Distretto Plus di Guspini, ha visto la partecipazione di autorevoli relatori, i cui interventi si sono alternati nel corso della mattinata.
Dopo i saluti istituzionali da parte dell’assessore ai Servizi Sociali di Guspini, Alberto Lisci, dell’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Villacidro, Maura Aru e dell’assessora alle Politiche Sanitarie di Arbus, Sara Vacca, i lavori sono entrati nel vivo con il primo intervento di Luisa Angela Pittau, Responsabile Coordinatrice Ufficio di Piano del Distretto di Guspini. Attraverso le sue parole un forte richiamo al senso di responsabilità dell’intera comunità per affrontare e contrastare la povertà educativa dei territori.
Concetto ripreso da Anna Paola Atzori, vice presidente del Consorzio Territoriale Network Etico e presidente della cooperativa Alfa Beta, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dell’andare oltre l’ordinario, mettendosi in gioco e sperimentando, per avere risultati più efficaci ed equi. Temi cha hanno caratterizzato l’intero iter realizzativo dei progetti Elisir e Officina Giovani, rivolti ai giovani e gli adulti dei Comuni coinvolti (Guspini, Gonnosfanadiga, Villacidro, Arbus, Pabillonis, San Gavino).
Spazio poi ai numeri, con l’intervento di Giuseppe Fara, fra i massimi esperti in Sardegna di ricerca demografico-sociale, che ha illustrato l’evolversi delle dinamiche demografiche nei Comuni del Medio Campidano. Dall’analisi dei dati Istat, illustrati e rielaborati da Fara per cercare di delineare delle previsioni per il prossimo futuro, è emerso un evidente e costante indebolimento demografico dei territori presi in esame, con un aumento importante delle fasce di popolazione più in là con gli anni. Da qui la necessità di apposite politiche in grado di governare questo fenomeno.
E proprio su questo tema si è concentrato l’intervento di Roberto Pili, presidente della Comunità Mondiale della Longevità e di IERFOP. Attraverso le sue parole è stato possibile comprendere come il processo dell’invecchiamento possa essere influenzato da co-fattori positivi. Di fatto, oltre alla combinazione di approcci biologici e tecnologici lo si può influenzare cercando di ottenere con lo stile di vita la migliore interazione possibile tra il proprio patrimonio genetico (genotipo) con l’ambiente esterno. In questo senso per cercare di rappresentare l’invecchiamento nella maniera più semplice possibile, Pili ricorre alla metafora del castello di carte. Il primo livello sarebbe costituito dagli aspetti genomici, mentre gli altri livelli deriverebbero dalla combinazione casuale di cofattori positivi e negativi dipendenti dallo stile di vita personale, scelte nutrizionali, interazione con l’ambiente, attività motoria, comportamenti voluttuari, assunzione di farmaci o nutraceutici. L’altezza del castello di carta – la senescenza, invecchiamento e longevità – sarà tanto più alta quanto sono più rappresentati i co-fattori positivi. Per questo motivo favorire l’invecchiamento attivo e sostenere la partecipazione attiva degli anziani consente la generazione di risorse materiali e immateriali, necessarie a rendere sostenibili i costi dell’invecchiamento e promuovere l’equilibrio generazionale, soprattutto in termini di sostenibilità.
Sull’importanza delle reti di prossimità per un welfare credibile, si è focalizzato invece l’intervento di Chiara Agostini, ricercatrice presso l’Istituto di Ricerca – Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare di Milano. In particolare, il suo intervento ha messo l’accento sulla prevenzione e sulla necessità di un sistema di welfare proattivo, attraverso la creazione di ecosistemi territoriali in grado di generare benessere per la cittadinanza. Nel fare questo Agostini ha sottolineato l’esigenza di programmi e progetti inclusivi, in grado di coinvolgere anziani, disabili e giovani.
A chiudere la prima parte dei lavori, l’intervento di Simona Fara, della cooperativa Alfa Beta, responsabile della progettazione e realizzazione dei progetti Elisir e Officina Giovani. Due iniziative realizzate con l’obiettivo di lavorare sul patrimonio del territorio, valorizzando le varie diversità presenti, con il coinvolgimento di enti pubblici e privati, istituzioni, professionisti e, naturalmente, gli utenti finali.
Nel pomeriggio ampio spazio è stato dato alle testimonianze degli attori coinvolti nella realizzazione dei progetti Elisir e Officina Giovani. Tra loro i diversi professionisti che hanno contribuito a progettare e condurre gli interventi, con la proiezione dei lavori svolti.
Ciò che rimane della giornata formativa è la convinzione che tali iniziative possano e debbano essere replicate anche in altri territori dell’isola, cercando di valorizzare percorsi dinamici e inclusivi che partano dal basso in una logica di investimento sociale.